Il dolore che provoca una lussazione della spalla difficilmente si dimentica. Ma cosa avviene esattamente quando si verifica una lussazione? Perché succede? E come e in quanto tempo si risolve?
Prima di rispondere a queste domande, sarà bene fare una breve panoramica sull’articolazione della spalla, almeno per ciò che ci interessa sapere al fine di approfondire l’argomento lussazione.
Poi ti parlerò della tipologia di lussazione della spalla più frequente: quella scapolo-omerale.
L’articolazione scapolo-omerale
La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano e, in realtà, comprende ben 5 articolazioni diverse. Focalizziamoci su quella più spesso interessata dal fenomeno della lussazione, ovvero l’articolazione scapolo-omerale, detta anche gleno-omerale.
Le ossa coinvolte sono l’omero e la scapola, nello specifico la testa dell’omero (epifisi prossimale) si articola con la cavità glenoidea della scapola. La superficie di contatto tra i due elementi è davvero piccola, e, nonostante la presenza intorno alla cavità glenoidea di un anello fibro-cartilagineo detto labbro glenoideo (o cercine glenoideo), l’articolazione, così com’è, è molto instabile.
A darle fissità ci pensano altre strutture della spalla:
- la capsula articolare, che consiste in una membrana di tessuto connettivo che avvolge le articolazioni;
- i tre legamenti gleno-omerali (superiore, medio e inferiore) e il legamento coraco-omerale (che si estende tra la propaggine della scapola detta processo coracoideo e l’omero);
- il complesso muscolo-tendineo chiamato cuffia dei rotatori e il muscolo deltoide.
Questa articolazione è responsabile dei movimenti principali della spalla, ossia quelli di flessione-estensione, abduzione-adduzione e rotazione. Quindi, in caso di lussazione, si verifica un grave danno funzionale.
Ma qual è l’esatta dinamica di una lussazione?
La dinamica della lussazione alla spalla
In caso di lussazione scapolo-omerale, la testa dell’omero fuoriesce totalmente o parzialmente (in quest’ultimo caso si parla di sublussazione) dalla cavità glenoidea in cui è posta. Si distingue tra lussazione anteriore e posteriore, a seconda della posizione che assume la testa dell’omero. In tutto ciò, possono essere danneggiate anche altre strutture della spalla, come la capsula articolare, il labbro glenoideo e i legamenti.
Vediamo adesso quali sono le cause più frequenti della lussazione della spalla.
Le cause della spalla lussata e i fattori di rischio
La lussazione ha di solito un’origine traumatica. Per trauma intendo una caduta o comunque un movimento innaturale dell’articolazione che ha come conseguenza la perdita del rapporto articolare tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea.
Ma c’è anche l’eventualità per cui si soffra di una lassità articolare congenita o acquisita (a causa di precedenti lussazioni), tale da causare una significativa perdita di stabilità della spalla; in questi casi anche un movimento banale può causare la lussazione.
I sintomi della lussazione della spalla
Come ti dicevo in apertura dell’articolo, la lussazione è davvero dolorosa (se ti è già capitato, sai bene di cosa sto parlando). Ma il dolore non è l’unico sintomo che può manifestarsi. Altre indicazioni per lo specialista che conduce l’esame clinico sono:
- impotenza funzionale assoluta;
- deformità;
- talvolta formicolio.
Come rimediare e quali sono i tempi di recupero della lussazione della spalla
Di fronte a una lussazione, accertata tramite la visita e altri esami strumentali (RX, risonanza magnetica, TAC), questi sono gli approcci principali:
- riduzione della lussazione;
- bendaggio Desault, ossia una fasciatura immobilizzante della spalla;
- uso di un tutore per la spalla.
L’immobilizzazione della spalla tramite tutore è richiesta in genere per 2-4 settimane, dopo le quali lo specialista, salvo complicazioni o casi particolari, proporrà di iniziare una mobilizzazione controllata attraverso degli esercizi specifici.
Ma ciò che rende una lussazione preoccupante è la sua tendenza a recidivare, a causa dei danni che riportano quelle strutture (legamenti e capsula articolare) che, come abbiamo visto, hanno il compito di garantire stabilità all’articolazione. Le recidive avvengono soprattutto nelle persone al di sotto dei 30 anni e, nel tempo, possono portare ad artrosi.
Per questo, in caso di lussazione recidivante, lo specialista può suggerire di ricorrere alla chirurgia, per esempio tramite riparazione artroscopica.
Dopo l’intervento si prescrivono 3-4 settimane di tutore, successivamente alle quali si stabilisce un trattamento fisioterapico riabilitativo mirato, della durata di circa un mese.
I tempi di recupero post intervento dipendono da caso a caso; incidono l’età e lo stile di vita. In linea generale, eventuali attività sportive si possono riprendere dopo circa 5 mesi.
A questo punto conosci tutte le principali informazioni sulla lussazione scapolo-omerale. Ricorda, comunque, che solo uno specialista può indicarti il percorso terapeutico più adatto a te.