Possibili cause del dolore al polso: infiammazioni, artrite e traumi

Si può avere il polso di ferro in senso metaforico ma il polso non è fatto di ferro e può andare incontro a diversi tipi di problemi, tra cui infiammazioni, artrite e traumi. In questo articolo andremo ad approfondire assieme le possibili cause del dolore al polso.

Le principali infiammazioni del polso

Le infiammazioni (o flogosi) possono colpire sia i tendini del polso, sia le guaine tendinee, tessuti molli che rivestono il tendine per proteggerlo dallo sfregamento con le ossa, movimento che nel tempo potrebbe portare il tendine stesso a deteriorarsi.

Il polso può quindi essere colpito da due tipi di infiammazione:

  • tendinite, quando sono coinvolti solo i tendini;
  • tenosinovite, quando, oltre ai tendini, si infiammano anche le guaine.

C’è poi un tipo particolare di tenosinovite che viene chiamata sindrome di De Quervain, e colpisce il tendine estensore breve o l’abduttore lungo del pollice e le relative guaine.

Da dove nascono queste patologie? Molto spesso da movimenti ripetitivi che, nel lungo periodo, diventano causa di stress per queste strutture. Difficilmente si pensa a quanti lavori mettono sotto pressione il polso. E non credere che si tratti solo di mestieri di tipo fisico. Anche chi lavora alla scrivania con tastiera e mouse può andare incontro a tendinite o tenosinovite del polso (non a caso la sindrome di De Quervain viene detta anche “mal di mouse”). Purtroppo ci rendiamo conto di aver fatto fare gli straordinari al nostro polso solo quando iniziamo ad avvertire dolore.

Adesso ti parlerò di un’altra patologia infiammatoria che può dare dolore al polso, ma di tutt’altra natura rispetto a quelle appena viste.

L’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide appartiene alla famiglia delle malattie reumatiche ed è una malattia autoimmune che attacca le articolazioni. Spesso si presenta proprio con sintomi ai polsi e alle mani:

  • gonfiore
  • dolore
  • rossore
  • calore
  • rigidità mattutina.

Purtroppo si sa ancora poco sulle sue cause. Conosciamo, però, i fattori che la favoriscono, tra cui:

  • predisposizione genetica;
  • sesso (le donne giovani e adulte sono le più colpite);
  • infezioni;
  • obesità;
  • fumo.

È molto importante la diagnosi precoce di questa malattia: prima si agisce, meno complesso sarà il trattamento e migliore la sua efficacia. Il primo passo è parlare con il proprio medico di famiglia che, in caso sospetti la presenza di artrite reumatoide, prescriverà una visita specialistica. In questo contesto, poi, si procederà con esami del sangue ed esami strumentali, come radiografia, ecografia e risonanza magnetica. Se la diagnosi è confermata, si prescrive una terapia farmacologica, atta a combattere gli effetti dell’artrite sulle articolazioni e ad alleviarne i sintomi.

Veniamo adesso ai traumi del polso.

Traumi del polso: la frattura di Colles

La causa più ovvia del dolore al polso è quella di tipo traumatico, quindi la frattura o la distorsione, dovute per lo più a cadute con le braccia distese. Qui ci concentreremo sulle fratture.

La frattura del polso più comune è la frattura di Colles, che interessa l’epifisi distale – ossia l’estremità inferiore – del radio (l’osso dell’avambraccio che, assieme all’ulna, è unito al carpo attraverso l’articolazione del polso). Questa frattura è più frequente nelle persone anziane, che spesso soffrono di osteoporosi, tra i principali fattori di rischio, poiché tale patologia indebolisce le ossa.

La frattura di Colles può presentarsi in vari modi:

  • composta o scomposta;
  • interessare o meno la parte articolare del radio;
  • essere una frattura in più punti;
  • nel caso più grave, può essere esposta, ovvero provocare la fuoriuscita dell’osso dalla pelle.

La frattura del radio distale comporta dolore intenso, gonfiore e difficoltà o impossibilità di movimento. Possono esserci anche ematoma e deformazione della parte (detta deformazione “a dorso di forchetta”). Se si avvertono uno più di questi sintomi, naturalmente è bene correre subito al pronto soccorso, dove il danno verrà valutato con una radiografia, in seguito alla quale si deciderà come intervenire.

A seconda del tipo di frattura e di altri fattori, come l’età e lo stile di vita del paziente, saranno indicati o l’ingessatura o l’intervento chirurgico cui seguirà un periodo di riabilitazione fisioterapica, durante il quale potrebbe essere consigliato un tutore del polso.

Mi raccomando, se dopo una caduta o un altro tipo di infortunio hai dolore al polso, non aspettare a vedere un medico, perché in questo tipo di frattura la tempestività del trattamento è importantissima per recuperare al meglio la funzionalità dell’articolazione e per tornare ad avere un “polso di ferro”.

P.S. Vuoi saperne di più sui problemi del polso e sulla loro prevenzione? Leggi il mio articolo su tenosinoviti, sindrome di De Quervain e distorsione del polso.