Le lesioni dei flessori del ginocchio: cosa sono e come comportarsi per contrastarle

Ti ho già parlato dell’articolazione del ginocchio e di alcune sue patologie, ma oggi voglio fare un approfondimento per quanto riguarda la lesione dei flessori, definiti anche hamstring.
Infatti, è molto importante conoscere questo tipo di trauma per imparare a contrastarlo, rinforzando la muscolatura.

Per quali individui sono più frequenti le lesioni dei flessori del ginocchio?

Le lesioni muscolari dei flessori del ginocchio sono molto frequenti nelle discipline sportive caratterizzate da scatti e velocità come il calcio, 100/200m e salti, ma anche nel mezzofondo veloce e nelle corse su strada e particolarmente negli atleti oltre i 30 anni di età.

Identikit dei flessori del ginocchio

I muscoli ischio crurali (hamstring) sono formati dal bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso.

Questi muscoli si inseriscono prossimalmente all’ischio, distalmente alla testa del perone e lateralmente nel ginocchio.

Hanno un importante ruolo nell’estensione della coscia sul tronco (estensione dell’anca) e della flessione della gamba sulla coscia (flessione del ginocchio) a causa della loro biarticolarità.

Come si genera la lesione dei flessori del ginocchio?

Gli studi di biomeccanica dimostrano che gli ischio crurali sono attivi durante tutto il ciclo della corsa, ma particolarmente durante la fase terminale del movimento della gamba libera e al momento dell’appoggio al suolo del piede.

Sembra che il rapido cambio di contrazione dall’eccentrica alla concentrica, tipico di questa fase, renda gli ischio crurali soggetti a questo infortunio.

Altri fattori di rischio sono lo squilibrio della forza fra il quadricipite e i flessori (più deboli) e i precedenti infortuni di questo gruppo muscolare.

Il runner con una storia di lesione degli hamstring ha un rischio da due a sei volte superiore di subire lo stesso infortunio nelle prime settimane di ritorno allo sport, e il 30% di avere una recidiva nel primo anno post infortunio.

Le ragioni sono da ricercare:

  • nell’incompleta guarigione;
  • nella formazione di una cicatrice fibrotica e anelastica;
  • negli squilibri neuromuscolari e funzionali che seguono all’infortunio.

Spesso la lesione muscolare ricompare nella stessa sede anche dopo molti anni.

Cosa fare dopo l’infortunio?

Bisogna subito applicare ghiaccio e comprimere il muscolo con un bendaggio elastico molto stretto.

Oltre a percepire una sensazione di dolore alla palpazione nel ventre muscolare, è molto dolente anche l’inserzione ischiatica.

L’ecografia muscolare e la risonanza sono importanti per avere anche una diagnosi radiologica, con un lasso di tempo di circa 48-96 ore post infortunio per meglio quantificare l’esatta estensione della lesione.

Bisogna evitare l’instaurarsi di una importante fibrosi cicatriziale nella sede della lacerazione.

Se sei stato vittima di questo genere di infortunio ti consiglio di riposare adeguatamente (almeno 20 giorni) e non fare le sedute di fisioterapia (laser, diatermia, ultrasuoni, stretching), infatti, non potrai evitare la formazione del tessuto cicatriziale; quest’ultimo che non è elastico né resistente, potrà lesionarsi di nuovo dopo qualche settimana dalla ripresa degli allenamenti.

Quando si parla di lesioni croniche?

Purtroppo le lesioni croniche non sono rare.

Si possono presentare in due modi:

  • come una continua sensazione di dolore nel ventre muscolare, con recidive dello stiramento;
  • come sindrome degli ischio crurali (dolorabilità all’inserzione ossea sull’ischio, dovuta
    alla lesione al passaggio muscolo tendineo, alla tendinosi del tendine congiunto e alle
    aderenze fibrotiche che vanno a inglobare il vicino nervo ischiatico)

La presenza di tessuto connettivo fibrotico riduce l’elasticità di questa delicata zona, causando problemi che possono disturbare non poco la normale programmazione degli allenamenti.

Perché sottoporsi a massoterapia profonda e fibrolisi?

La massoterapia profonda (pratica fisioterapica basata sul massaggio dei muscoli e dei tessuti connettivali) e la fibrolisi sono indispensabili per ridurre le aderenze fibrotiche della zona di passaggio tra le fibre del tendine e quelle del muscolo e del nervo sciatico.

La fibrolisi diacutanea è una tecnica un poco dolorosa, ma molto efficace che consiste nella liberazione delle aderenze fibrotiche tramite piccoli uncini dalla punta smussa; mani esperte permettono così di trattare sia il ventre muscolare che l’inserzione ischiatica. La sensazione di benessere e di “liberazione” è ben evidente nel muscolo solo dopo alcune sedute di fibrolisi e non ha paragoni di efficacia rispetto ad altre terapie.

Come e quando riprendere lo stretching e gli esercizi eccentrici

Stretching ed esercizi eccentrici devono essere inseriti nel programma di allenamento di ogni runner, ma soprattutto di chi ha già subito un infortunio agli hamstring. A causa delle elevate recidive di questi infortuni, gli esercizi dovrebbero essere ripetuti 1 o 2
volte a settimana
durante tutta la stagione.

Considerando che una buona stabilizzazione del tronco e del bacino permette ai muscoli degli arti inferiori di contrarsi al meglio delle loro possibilità, gli esercizi di core stability (esercizi che favoriscono la stabilità di due sistemi muscolari) devono essere eseguiti quotidianamente.

Bene, spero che questo focus ti sia utile, ma mi raccomando, non sottoporre a sforzi eccessivi le tue ginocchia!