La Posturologia: di cosa tratta e perché è utile conoscerla

Oggi voglio parlarti di un argomento molto interessante e importante, la postura e della scienza che si occupa di questo materia: la posturologia.

La posturologia è, infatti, quella branca della medicina alternativa che studia i rapporti tra la postura del corpo e determinati dolori somatoformi.

Che cos’è la postura?

Prima di entrare nel vivo dell’articolo, voglio fare un piccolo ripasso su che cos’è la postura.

La postura è l’atteggiamento che l’animale assume, è comunicazione, è l’interazione tra individuo e individuo.

Nell’uomo è la principale modalità di comunicazione extraverbale e può essere interpretata attraverso diversi modelli interpretativi.

Il modello più semplice è quello meccanico cioè l’atteggiamento che il corpo assume in funzione della presenza della forza di gravità.

La postura è il risultato della somma dei riflessi vestibolo e cervico-spinali che, attraverso la percezione della direzione della forza di gravità e della posizione del capo nello spazio, attivano la muscolatura estensoria della colonna vertebrale degli arti inferiori per consentire la posizione desiderata.

Sappiamo che alla percezione della posizione del capo e del corpo non partecipano solo i recettori vestibolari e cervicali, ma anche la vista, le informazioni propriocettive della colonna e dei legamenti, e in particolare i recettori plantari.

Il centro di gravità si situa in alto nella posizione eretta, un po’ più avanti della terza vertebra lombare, e la pianta del piede è sola a sopportare la totalità del peso.

Perché è importante assumere una postura corretta

La proiezione del centro di gravità al suolo deve essere il più corretta possibile, basta poco per uscirne e, divaricando i piedi, si assicura più stabilità; restare in piedi immobili richiede un importante lavoro di controllo di oscillazioni posturali (più evidenti nelle donne che portano i tacchi alti).

Qualora un soggetto non si collochi nella posizione cosiddetta “normale”, generalmente lamenta qualcosa che fatica a precisare. Gli specialisti non evidenziano nessuna lesione ben definita. I medici generici la classificano come funzionale e tutto ciò non muta in alcun modo il loro malessere.

Risulterebbe necessario praticare un esame del soggetto per evidenziare il deficit posturale.

La postura viene, quindi, interpretata come un esame di strutture, tra loro anche differenti, che interagiscono per ottenere un risultato; rappresenta, cioè, l’integrazione tra ciò che vogliamo comunicare e ciò che il corpo esprime comunicando il nostro pensare.

Che cos’è la posturologia?

Studiare la postura significa osservarla: la posturologia è la scienza dell’osservazione del corpo.

Non possiamo dimenticare che la postura non esisterebbe senza Gagey, il quale ha capito per primo che la postura va osservata, che la posturologia è la scienza dell’osservazione, attenta, minuziosa, curiosa, ma mai banale. Osservare per capire, capire per conoscere, conoscere per curare.

Da cosa dipende l’equilibrio?

Il sistema dell’equilibrio può essere definito attraverso la sua finalità: mantenere l’uomo eretto. A seconda che cammini o stia in piedi, immobile, il corpo umano fa appello a meccanismi di equilibrio la cui analisi evidenzia molte differenze: l’equilibrio statico è differente da quello dinamico.

Come riesce un uomo a mantenere una postura eretta o inclinata verso il vento che soffia contro di lui?

È evidente che egli possiede un senso traverso il quale riconosce l’inclinazione del proprio corpo.

Tutto questo è regolato dall’occhio, dal vestibolo (situato nell’orecchio), dalla sensibilità degli arti inferiori e in particolare dai piedi, “organi propriocettivi”, che hanno il compito di integrare le diverse informazioni sensoriali che concorrono al controllo dell’equilibrio attraverso le “entrate”, le “uscite” e la compensazione del sistema posturale.

Queste più comunemente prendono il nome di “esoentrate” ed “endoentrate”.

Cosa si intende per “esoentrate” ed “endoentrate”?

Cercherò di fare chiarezza tra questi due termini così particolari che rendono possibile il nostro equilibrio:

  • le esoentrate: l’uomo si colloca nel proprio ambiente ottimizzando tutte le informazioni provenienti dai suoi organi sensoriali. Attualmente se ne conoscono solamente tre: l’occhio, il vestibolo e la pianta del piede. La loro posizione ne giustifica il nome “esoentrate”.
  • le endoentrate: la situazione dei differenti componenti scheletrici situati tra di loro viene fornita dal sistema posturale attraverso la propriocezione di tutto l’asse corporeo. Tali informazioni avvengono attraverso lo spazio interiore e vengono nominate “endoentrate”.

Talvolta un paziente può lamentare instabilità, sensazioni vertiginose, malessere diffuso, mentre tutti gli organi funzionano perfettamente.

È l’integrazione sensoriale di tutte le afferenze che concorrono al controllo della postura che risulta deficitaria. Baron, oftalmologo, codificando attraverso la chirurgia la lunghezza del muscolo oculomotore inferiore a 5 gradi, rilevava una risposta posturale, ma quando superava tale grado non rilevava alcuna risposta. Questi esperimenti vennero fatti su alcuni pesci, che dopo aver modificato il muscolo oculomotore si ritrovavano completamente incurvati lateralmente, incapaci di nuotare, se non in cerchio, lo stesso avveniva con topi incapaci di procedere dritti. Questo sta a significare che modificando leggermente un’entrata posturale si può modificare il tono del soggetto in maniera sostanziale; afferendo tale entrata in maniera netta non vi è alcuna risposta.

Ecco perché è importante mantenere una postura corretta.

Bene, spero che tu abbia trovato interessante questo articolo!