Reumatismi. Cosa sono e come affrontarli

I reumatismi sono considerati un acciacco tipico dell’età avanzata, in parte causato dall’umidità: qualcosa di inevitabile, ma di cui non ci si deve preoccupare. In realtà, le malattie reumatiche (o reumatismi, nel linguaggio comune) sono oltre cento e non vanno assolutamente sottovalutate perché colpiscono una persona su dieci: in Italia sono 5.500.000 le persone che ne soffrono.

Oggi ti parlerò delle cause, i fattori di rischio e i sintomi dei reumatismi. Ma prima voglio spiegarti quali sono le malattie reumatiche più diffuse.

reumatismi

Malattie reumatiche o reumatismi: cosa sono?

Le malattie reumatiche interessano principalmente le articolazioni e la cute, ma anche le ossa, i tessuti connettivi e muscolari (cartilagine, tendini) e altri organi. Non si tratta di malattie legate esclusivamente all’età: a seconda della tipologia, i reumatismi possono colpire sia adulti, sia bambini. In generale, le donne rappresentano il 75% dei pazienti affetti da malattie reumatiche.

Secondo la Società Italiana di Reumatologia (SIR) le malattie reumatiche possono essere suddivise in tredici gruppi. Non spaventarti, non intendo elencarteli tutti. Ho preferito semplificare la lista in quattro macro-aree, indicandoti alcune delle malattie reumatiche più diffuse in Italia.

1. Reumatismi infiammatori

Sono i reumatismi più gravi perché si tratta di vere e proprie malattie autoimmuni che possono colpire ovunque: il nostro sistema immunitario scambia alcune parti del corpo per agenti esterni pericolosi e le aggredisce, provocando processi infiammatori degenerativi. Le artriti croniche sono tra le malattie reumatiche infiammatorie più diffuse. Ne esistono diversi tipi.

L’artrite reumatoide

Colpisce principalmente le articolazioni in maniera simmetrica. Si tratta dei “classici” dolori reumatici alle mani o dei reumatismi alle ginocchia o ai piedi. La membrana sinoviale, lo strato di tessuto connettivo che riveste l’interno delle articolazioni, si ingrossa e si deforma, distruggendo la cartilagine. Questo tipo di artrite interessa maggiormente le donne, può comparire a qualsiasi età e dura tutta la vita.

Le spondiloartriti sieronegative

Sono una serie di malattie reumatiche che colpiscono le articolazioni in maniera asimmetrica. Tra le più frequenti ci sono:

  • la spondilite anchilosante, che coinvolge la colonna vertebrale e le articolazioni sacro-iliache (le articolazioni che collegano l’osso sacro e le ossa del bacino). Provoca un blocco della colonna vertebrale e un’alterazione della postura: si fa fatica a sollevare la testa e a guardare verso l’alto;
  • l’artrite psoriasica, che si presenta con psoriasi cutanea, un’infiammazione della pelle caratterizzata da rossore e desquamazione. A ciò si aggiungono delle deformazioni tipiche come la dattilite, il cosiddetto dito “a salsicciotto”: un gonfiore omogeneo di un dito della mano o del piede;
  • la spondiloartrite giovanile, che colpisce principalmente i maschi entro i 16 anni. Si presenta come una forma di artrite degli arti inferiori: le parti più colpite sono il ginocchio, la caviglia e le anche. Si accompagna spesso a entesopatia, un’infiammazione che riguarda tendini, legamenti, fasce e capsule articolari che si inseriscono nell’osso.

Le connettiviti

Altri tipi di reumatismi infiammatori sono le connettiviti, malattie reumatiche sistemiche, ovvero che possono colpire diverse parti dell’organismo. Ecco due esempi che probabilmente avrai già sentito, perché sono tra le malattie reumatiche più diffuse in Italia:

  • il lupus erimatoso sistemico (LES). Provoca infiammazioni alle articolazioni, alla cute, al sistema nervoso centrale, al cuore, ai polmoni, ai reni e anche ai vasi sanguigni. Riguarda principalmente le donne in età fertile;
  • la sclerodermia. Comporta una produzione di tessuto cicatriziale all’interno degli organi e può interessare sia la cute, sia il cuore, i polmoni o l’intestino. Il tessuto che si produce è meno elastico del tessuto sano, quindi si possono manifestare difficoltà nel transito del cibo attraverso il tubo digerente o difficoltà respiratorie.

2. Reumatismi degenerativi

Il più importante tra i reumatismi degenerativi è sicuramente l’artrosi, una malattia della cartilagine delle articolazioni. Ti ho già parlato dell’artrosi del ginocchio, ma ci sono anche altre articolazioni interessate dall’artrosi nella colonna vertebrale, nelle anche e nelle dita delle mani e dei piedi.

L’artrosi ha inizio quando la cartilagine comincia ad assottigliarsi, fino a rompersi o a scomparire del tutto: le estremità delle ossa si avvicinano, i nervi vengono schiacciati e i muscoli si tendono, contribuendo a una deformazione dell’osso. L’artrosi colpisce prevalentemente gli anziani, ma si può presentare a qualsiasi età in seguito a traumi o sforzi ai danni delle articolazioni.

3. Reumatismi extra-articolari

Sono i reumatismi dei tessuti molli, ossia i tendini e tutto l’apparato muscolare. I reumatismi extra-articolari più comuni sono le tendiniti, le borsiti e la sindrome fibromialgica. La fibromialgia si manifesta con un dolore muscolo-scheletrico diffuso in tutto il corpo: i muscoli sono costantemente in tensione, causando una sensazione di stanchezza e di affaticamento per ogni minimo sforzo. In particolare, si avverte maggior rigidità e dolore al tatto in alcune zone specifiche come il collo, le spalle, la schiena e le gambe.

4. Reumatismi di natura metabolica

Tra i reumatismi dismetabolici, ovvero legati a un disturbo del metabolismo, il più diffuso è l’artrite da microcristalli, comunemente conosciuta come gotta: l’organismo produce acido urico in eccesso o non riesce a espellerlo. I cristalli di acido urico si depositano all’interno delle articolazioni, innescando un’infiammazione.

Le cause e i fattori di rischio dei reumatismi

La maggior parte dei reumatismi non ha una causa chiara e i fattori che intervengono nel loro sviluppo sono molteplici:

  • Fattori genetici, che possono predisporre alla malattia, come nel caso della gotta;
  • Fattori ambientali, come infezioni virali o batteriche, possono fungere da causa scatenante nelle persone già predisposte geneticamente;
  • Stile di vita: il fumo, una cattiva alimentazione, la sedentarietà e l’obesità possono provocare l’insorgere di alcuni reumatismi;
  • Traumi e fratture non curate, così come l’usura causata da alcuni lavori, sono tra le cause dell’artrosi;
  • Produzione ormonale: ad esempio, il lupus, l’artrite reumatoide, la sclerodermia e la fibromialgia si riscontrano più comunemente nelle donne.

Come riconoscere i dolori reumatici?

I sintomi delle malattie reumatiche variano in base alla tipologia di reumatismi e alla parte del corpo colpita. Tra i sintomi di reumatismi articolari più evidenti ci sono:

  • Dolore alle articolazioni, in particolare alle piccole articolazioni di mani e piedi;
  • Tumefazione, arrossamento e calore nella zona interessata;
  • Psoriasi accompagnata da dolore alle articolazioni;
  • Lesioni o ulcere della cute;
  • Rigidità mattutina superiore ai trenta minuti;
  • Affaticamento accompagnato da febbre o perdita di peso;
  • Deformazione delle mani e presenza di noduli nelle falangi;
  • Rumori articolari: scatti e “scrosci” delle articolazioni, come se ci fosse della sabbia che fa attrito all’interno;
  • Variazioni di colore della cute: le dita delle mani o dei piedi diventano prima bianche, poi bluastre e infine si arrossano quando sono esposte al freddo (Fenomeno di Raynaud);
  • Secchezza degli occhi e della bocca;
  • Difficoltà di movimento e nel compiere gesti semplici.

Non sempre il manifestarsi dei sintomi corrisponde all’inizio della malattia. Se hai riscontrato alcuni di questi sintomi, rivolgiti a uno specialista il prima possibile: la diagnosi precoce permette di intervenire con la terapia più adatta e ti consente di migliorare la qualità della tua vita. Se sei un soggetto predisposto, la migliore cura rimane sempre la prevenzione.

Come prevenire i reumatismi

Ecco alcuni consigli su come prevenire i reumatismi o rallentare l’evoluzione dei danni alle articolazioni:

  • Fai una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdure per contrastare i radicali liberi dannosi per la cartilagine.
  • Controlla il peso per non sollecitare eccessivamente le articolazioni: tra i fattori che predispongono all’artrosi alla colonna vertebrale o alle ginocchia c’è anche l’obesità.
  • Fai attività fisica, senza esagerare ed evitando sforzi eccessivi: una corretta attività fisica migliora il tono muscolare e aiuta la mobilità articolare.
  • Proteggi le articolazioni e la colonna vertebrale dagli sbalzi di temperatura, utilizzando, ad esempio, un coprispalle anatomico o delle cinture dorsali e lombari.
  • Mantieni una postura corretta, cambiando spesso posizione per evitare la rigidità muscolare.

Il consiglio migliore che io possa darti, infine, è quello di non sottovalutare il dolore ed evitare le cure fai-da-te: se provi dolore, non provare a spegnerlo con antidolorifici che potrebbero non essere adatti al tuo problema. Rivolgiti sempre al tuo medico che saprà consigliarti la terapia adeguata.