Il ginocchio e la corsa: come comportarsi in seguito a un infortunio

Ti ho già parlato del ginocchio in diversi articoli che puoi trovare qui, ma oggi voglio approfondire l’argomento con un piccolo focus sulla corsa e sulle conseguenze che questa attività, se non svolta con attenzione, può arrecare a questa articolazione così importante, se non vengono prese le dovute precauzioni.

Cosa succede al ginocchio durante la corsa?

L’articolazione del ginocchio è la più interessata da infortuni nella corsa.

Allenamento dopo allenamento, km dopo km la cartilagine si usura, come le gomme di una auto-mobile.

Al momento dell’appoggio del piede al terreno, il ginocchio è sottoposto ad un carico di almeno 7 volte il peso corporeo.

Lo stress subito dal ginocchio si trasmette alla cartilagine e all’osso sotto-condrale, causando in alcuni casi delle vere e proprie fissurazioni (lesioni).

Dalla tumefazione della cartilagine (lesione di 1°grado), attraverso solchi e fissurazioni (2°-3° grado), si passa alla più grave esposizione dell’osso sottocondrale (4°grado).

La distruzione progressiva della cartilagine porta all’artrosi del ginocchio, con rimaneggiamento dell’osso sottocondrale e infiammazione della membrana sinoviale: il risultato è il ginocchio “gonfio” con il versamento articolare da artrosinovite.

Artrosi al ginocchio

Normalmente l’artrosi è tanto più importante, tanto più alto è il livello dell’atleta e tanto più lunga è stata la sua carriera agonistica, ma la nuova “moda”, di fare tutto e subito o di correre su lunghissime distanze e terreni accidentati, ha causato problemi a troppi runner.

L’artrosi al ginocchio è favorita da diversi fattori:

  • il sovrappeso,
  • i fattori anatomici (ginocchio varo o valgo),
  • gli esiti di precedenti infortuni come fratture.

Il ruolo dei menischi e la loro importanza

La cartilagine è protetta dai menischi e, soprattutto, in presenza di un ginocchio varo o valgo, la lesione di un menisco porta ad una progressiva usura della cartilagine. Lo specialista non decide mai di operare il menisco solo in base al referto della risonanza magnetica (RMN) e, se, nel contempo, i sintomi sono regrediti.

Il medico, quindi, si soffermerà sulla cura dell’atleta.

Nei runner si tratta quasi sempre di lesioni meniscali su base degenerativa, e, nella maggioranza dei casi, dopo:

  • un periodo di riposo dalla corsa,
  • rinforzo del quadricipite,
  • ciclismo,
  • viscosupplementazione (terapia infiltrativa) con acido ialuronico,

è possibile riprendere gli allenamenti, evitando l’intervento.

A cosa serve la risonanza magnetica?

La RMN è in grado di evidenziare le lesioni cartilaginee solo nel 40% dei casi e le mette in evidenza solo quando sono molto gravi. Quindi la visita medica specialistica e il quadro clinico sono la base per prendere le giuste decisioni terapeutiche.

Quando ricorrere alla chirurgia?

Alcuni runner, probabilmente, pensano che le ultime tecniche chirurgiche artroscopiche (procedura che consente di operare all’interno delle articolazioni senza aprirle) siano in grado di riparare qualsiasi danno cartilagineo e di permettere loro di correre agli stessi livelli precedenti l’infortunio.

Purtroppo si sbagliano di molto, perché nessuno dei tanti interventi che vengono proposti (condroplastica, condroabrasione, mosaico plastica, ACI, MACI, AMIC, PRP, ecc.) sono in grado di permettere al runner di riprendere a correre con la stessa quantità di km settimanali e in assenza di problemi per i successivi anni.

La chirurgica è l’ultima delle opzioni! Per poter intervenire a carico della cartilagine bisogna avere una età inferiore ai 45 anni, integrità dei menischi, stabilità legamentosa, assenza di: malallineamenti, infezioni, artrosi, artrite reumatoide, malattie sistemiche o immunologiche, e presenza di non più di due difetti cartilaginei.

Con una protesi di ginocchio (PTG), sia totale, sia monocompartimentale, i limiti per correre sono purtroppo molto importanti.

Un po’ di consigli

Ecco alcuni consigli da tenere a mente, previo consulto medico, se sei un runner con iniziale usura della cartilagine articolare:

  • rinforza il quadricipite con lavoro in palestra o a casa con l’uso degli elastici;
  • ricorri alla viscosupplementazione (terapia infiltrativa) con acido ialuronico a basso peso molecolare;
  • cambia le scarpe almeno ogni sei mesi;
  • segui un allenamento adeguato al grado di preparazione degli anni precedenti;
  • scegli accuratamente i terreni di allenamento;
  • se sei in sovrappeso segui una dieta, consigliata da uno specialista.

Se, invece, sei un runner operato di meniscectomia e/o ricostruzione del legamento crociato anteriore, puoi seguire questi comportamenti ma, prima, rivolgiti sempre ad uno specialista:

  • rinforza la muscolatura in palestra o a casa con l’uso degli elastici;
  • ricorri alla viscosupplementazione con acido ialuronico a medio – alto peso molecolare;
  • cambia scarpe ogni 4/6 mesi;
  • inserisci, nell’arco della settimana, degli allenamenti nel ciclismo o corsa in acqua/nuoto;
  • prediligi allenamenti su terreni omogenei, evitando terreni sconnessi e ripidi cambi di pendenza;
  • gareggia solo su strada e su distanze adeguate al grado di allenamento, età, e al massimo sino alla maratona.

Se, invece sei un runner con artrosi conclamata al ginocchio, ecco quello che puoi fare (previo consulto medico):

  • cercare di raggiungere un compromesso accettabile fra tutela dell’articolazione e la pratica sportiva;
  • inserisci almeno 3 allenamenti settimanali nel ciclismo e/o nuoto-corsa in acqua;
  • rinforza la muscolatura della coscia e pratica stretching degli adduttori;
  • cambia scarpe ogni 4 mesi;
  • Ricorri alla viscosupplementazione con acido ialuronico ad alto peso molecolare ogni 6 mesi o con PRP ( fattori di crescita)
  • pratica la corsa solo in pianura, al massimo per 6/10 km, due volte alla settimana e in assenza di dolori o versamento articolare.

Ricorda sempre…

Le cartilagini sono formate per il 65-80% da acqua, per il 10-30% da collagene, e per il 5-10% da proteoglicani, molecole composte da zuccheri e proteine.

Le cellule della cartilagine, i condrociti, occupano circa l’1-2% di tutta la cartilagine e producono i componenti della struttura cartilaginea. Quest’ultima ha proprietà di resistenza ed elasticità che le permettono di adattarsi alle pressioni create dal carico, ed è in continuo rimaneggiamento.

Se preservi la cartilagine con un programma di allenamento graduale, negli anni e adeguato al tuo livello, durerà nel tempo e per molti anni, altrimenti sarà il principale ostacolo alla pratica del tuo sport preferito.

Spero di averti dato informazioni e consigli utili. Ricorda che la prevenzione è sempre e comunque la migliore terapia!