Stiramento e strappo muscolare: quali sono le differenze?

Stiramento e strappo muscolare. Differenze, come comportarsi e prevenirli

Stiramento e strappo muscolare

Se fai sport, ti sarà capitato di avvertire un acuto dolore muscolare durante un allenamento in palestra o una partita a calcio, e pensare “Ho un crampo!”. Purtroppo, però, quel dolore può essere indicativo di qualcosa di più, come una lesione a carico delle fibre muscolari, uno dei traumi più comuni tra gli sportivi.

Sto parlando di strappi e stiramenti, due termini su cui, peraltro, si fa ancora molta confusione.

Ecco perché ho deciso di dedicare l’articolo che stai leggendo alle differenze tra queste due tipologie di lesione che, nella maggior parte dei casi, interessano i muscoli flessori ed estensori degli arti inferiori.

Ti darò anche qualche buon consiglio per sapere cosa fare in caso di strappi e stiramenti muscolari, e come evitarli.

Iniziamo col fare una panoramica sulle lesioni muscolari.

Le diverse tipologie di lesione muscolare

Devi sapere innanzitutto che le lesioni a carico dei muscoli si classificano in lesioni da trauma diretto e lesioni da trauma indiretto. Il trauma è diretto quando una forza esterna (pensa per esempio a un calcio dell’avversario durante una partita) agisce sul muscolo e provoca la rottura delle fibrille.

Dal punto di vista clinico, si riconoscono 3 gradi di lesione da trauma diretto: lieve, moderato e severo. La valutazione avviene in base al grado di movimento che consente la lesione stessa.

Nei traumi indiretti, invece, il muscolo si allunga e si rompe senza l’intervento di una forza esterna. Stiramenti e strappi rientrano nella categoria delle lesioni da trauma indiretto, che vengono distinte in 5 gradi: contrattura, stiramento, strappo di primo, secondo e terzo grado.

Vediamo quindi più da vicino cosa sono gli stiramenti e gli strappi muscolari.

Lo stiramento muscolare

Lo stiramento è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari, oltre le possibilità del muscolo. Il dolore insorge in modo progressivo durante l’attività sportiva, e la zona colpita risulta dolorosa alla palpazione. Non c’è una lesione anatomica vera e propria, quindi le fibre muscolari restano intatte. Uno stiramento si risolve nell’arco di circa 15 giorni.

Lo strappo muscolare

Lo strappo (chiamato anche distrazione) è una lesione muscolare che provoca impotenza funzionale e si manifesta con dolore acuto e ben localizzabile, e una tumefazione locale che, in seguito, può diventare un’ecchimosi o un ematoma.

Come dice la parola stessa, c’è uno strappo delle fibre; a seconda del numero di fibre coinvolte si parla di strappo di primo, secondo o terzo grado.

Ora, a causa della rottura delle fibre, nel muscolo verrà a crearsi del tessuto cicatriziale. L’obiettivo dello specialista sarà rendere questo tessuto quanto più possibile “simile” a quello muscolare in termini di elasticità. In questo modo si abbasserà il rischio di recidive.

I tempi di recupero indicativi sono i seguenti:

  • strappo di primo grado: 20-30 giorni;
  • strappo di secondo grado: 30-45 giorni;
  • strappo di terzo grado: oltre 45 giorni.

Approfondite le differenze tra stiramento e strappo, passiamo ora a vedere come ci si approccia a queste lesioni.

Come comportarsi in caso di stiramento o strappo muscolare

Se durante l’attività fisica si avvertono sintomi riconducibili a uno stiramento o a uno strappo, il primo intervento consiste nell’attuazione del protocollo RICE (Rest Ice Compression Elevation), che sta per riposo, ghiaccio, compressione (con bendaggio) ed elevazione dell’arto.

Lo scopo del protocollo è ridurre il più possibile il danno e la comparsa di edema o di ematoma.

È fondamentale rivolgersi a uno specialista e non affidarsi all’autodiagnosi e alle autocure, perché la terapia cambia radicalmente a seconda della lesione, che è possibile valutare attraverso un’ecografia.

In base ai risultati degli esami diagnostici, lo specialista potrà indicare un percorso di fisioterapia, l’uso di ultrasuoni o laser, farmaci, l’utilizzo di un cosciale e, in caso di lesioni più accentuate, microiniezioni sottocutanee di ossigeno e di ozono.

Durante la riabilitazione, molto importante saranno gli esercizi di stretching, sempre sotto la soglia del dolore, che aiuteranno il muscolo a ritrovare la sua elasticità.

I fattori che predispongono agli infortuni muscolari

Prima di lasciarti, voglio farti una lista dei principali fattori di rischio che possono rendere una persona più predisposta a subire infortuni muscolari.

Eccoli qui di seguito:

  • pregressi infortuni muscolari;
  • squilibrio di forza tra muscoli agonisti e antagonisti;
  • deficit di flessibilità articolare e muscolare;
  • asimmetria degli arti;
  • riscaldamento inadeguato;
  • eccessivo affaticamento;
  • scarsa cura dello stretching.

Tieni presente soprattutto queste ultime tre voci, perché, come vedi, sono cose a cui puoi rimediare tu in prima persona. Quindi: riscaldati in modo corretto, non costringere il tuo corpo a sforzi che non può sostenere e dedica allo stretching l’attenzione necessaria.