Frattura della clavicola: come affrontarla

La frattura della clavicola – l’osso che fa da ponte tra lo sterno e la scapola – può essere causata da una caduta con le braccia tese o sulla spalla, così come pure da un colpo subito durante la pratica sportiva o a seguito di un incidente automobilistico. Oltre al dolore, i sintomi di una clavicola fratturata includono gonfiore e deformità della parte.

La diagnosi è confermata tramite radiografia e, a seconda dell’entità del danno, lo specialista indicherà se è necessario ricorrere all’intervento chirurgico o se optare, come più spesso accade, per un trattamento conservativo.

Perché le fratture della clavicola non sono tutte uguali: ci sono fratture del terzo medio (la parte più sottile, che è anche quella coinvolta più di frequente), del terzo laterale (ossia l’estremità della clavicola collegata alla scapola) o del terzo mediale (estremità collegata allo sterno); inoltre, la frattura può essere composta o scomposta.

Per la scelta della terapia, si valutano anche altri fattori, come l’età e le esigenze funzionali. Un atleta professionista, per esempio, avrà probabilmente la necessità di tornare alle attività di allenamento quanto prima.

In questo articolo, voglio darti informazioni sui possibili approcci a cui si fa ricorso in caso di frattura della clavicola.

Il trattamento conservativo

Se la frattura non è scomposta in modo grave o esposta, e non ci sono complicanze, l’approccio consueto è il trattamento conservativo.

Questo prevede l’immobilizzazione delle spalle tramite il bendaggio a “otto” (B.S.O.), che esercita una pressione sulla clavicola per mantenerla stabile e permette la formazione del callo osseo che ricongiungerà i frammenti fratturati. In alcuni casi, per ridurre i tempi di questa formazione, l’ortopedico può prescrivere il ricorso alla magnetoterapia.

Infine, si affronta un percorso di riabilitazione fisioterapica, con esercizi che hanno lo scopo di recuperare la forza muscolare e il normale movimento del braccio. Durante il periodo di recupero, intanto, si eseguono visite di controllo per valutare l’evoluzione della frattura.

I tempi di guarigione? È chiaro che variano da caso a caso, anche a seconda dell’età. Nell’adulto, di solito, si parla di 8-12 settimane.

Frattura della clavicola scomposta e intervento chirurgico

Nel caso di frattura della clavicola scomposta sono possibili conseguenze più rilevanti poiché potrebbe essere coinvolto il plesso brachiale, il tessuto nervoso che si trova nella spalla e che è legato ai movimenti e alla sensibilità del braccio e della mano.

Se si sospetta un coinvolgimento del plesso brachiale, vengono indicati altri esami per indagare questi nervi e verificare se hanno riportato danni. In seguito, si decide l’approccio e il tipo di terapia da seguire, scelte in cui, a seconda del caso, sono coinvolti il neurologo, il neurochirurgo, l’ortopedico e il fisiatra.

Se si decide di procedere con l’intervento chirurgico, di solito la frattura viene ridotta e stabilizzata con una placca e delle viti (osteosintesi), e nel post-operatorio viene indicato l’uso di un tutore per alcuni giorni. Dopodiché di procede con la riabilitazione.

I tempi di recupero sono più veloci rispetto a quelli del trattamento conservativo ma, anche qui, non si può dare una risposta valida per tutti.

Chi pratica sport di contatto dovrà avere un po’ di pazienza prima di tornare a fare attività e attendere che la guarigione sia completa e la sintomatologia scomparsa. Ci sono invece sport che possono essere praticati durante il recupero, come il ciclismo. Ma ricorda che è sempre bene attenerti alle indicazioni dell’ortopedico. Non avere fretta!

Lo specialista che ti segue ti darà anche indicazioni per affrontare il periodo di convalescenza, alleviare il dolore (con farmaci e applicazione di ghiaccio), trovare la giusta posizione per dormire e svolgere le attività quotidiane senza interferire con la guarigione della clavicola.

Al prossimo approfondimento!